Sisani, Simone (a cura di): Nursia e l’ager Nursinus. Un distretto sabino dalla praefectura al municipium. brossura; 23x28; ill. in bn e colori; 224 pp.; 978-88-7140-504-9; € 40,00
(Edizioni Quasar, Roma 2013)
 
Compte rendu par Carlo De Mitri
(carlo_demitri@yahoo.com)

 
Nombre de mots : 1226 mots
Publié en ligne le 2015-10-29
Citation: Histara les comptes rendus (ISSN 2100-0700).
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         Nella prefazione il curatore del volume, Simone Sisani, informa che il testo non è un catalogo, che accompagna la mostra realizzata in occasione del Bimillenario Vespasianeo, ma un saggio che cerca di fare il punto sul periodo di conquista e romanizzazione del distretto nursino. In quest’ottica, l’opera appare come un approfondimento ed una puntualizzazione su una parte di un più ampio territorio analizzato  in precedenza da Sisani nel pregevole lavoro “Fenomenologia della conquista. La romanizzazione dell’Umbria tra il IV sec. a.C. e la guerra sociale, Roma 2007.”

 

         Elemento subito connotativo e valoriale è lo stretto dialogo tra i differenti dati utilizzati: quelli storici e quelli archeologici, soprattutto la cultura materiale, che rappresenta una tappa ineludibile per procedere sia all’analisi e alle ricostruzioni storiche.

 

         Nel primo contributo, il curatore ripercorre la storia degli studi argomentando alcune questioni dibattute, in particolare sulle forme amministrative che ebbero i centri del distretto nursino subito dopo la conquista romana: dalla praefectura al municipio, menzionando anche la proposta di riconoscere la deduzione di una colonia coloniaria. Ipotesi che si basa sulla nuova lettura di un testo epigrafico.

 

         Nel secondo contributo, Liliana Costamagna illustra le dinamiche insediative in età preromana. In questo caso, benché sia presente una tavola con le ubicazioni dei siti, delle carte di fase con una visualizzazione più mirata dei diversi periodi cronologici avrebbero accresciuto il valore dell’articolo. Successivamente sempre la Costamagna, insieme a Luca Tripodi, analizzano la viabilità del territorio oggetto di indagine.

 

         Un altro importante tassello per la lettura del paesaggio è fornito da Paolo Camerieri che si occupa della centuriazione dell’ager Nursinus fornendo anche una ricca e completa documentazione grafica che correda il quadro documentativo offerto nel testo. La sezione che in modo più specifico riguarda gli  studi sul territorio si chiude con il lavoro di Alexandra Stalinski che definisce ed analizza le tracce del sacro nel paesaggio; come nel precedente lavoro sulle dinamiche insediative preromane anche in questo caso un’appendice cartografica avrebbe giovato ad una maggiore completezza documentativa. Dal sacro in generale il campo si restringe all’età repubblicana ed Alessandra Romagnoli analizza in modo puntuale le attestazioni dei luoghi di culto, tra l’età sabina-prereomana e quella repubblicana, definendone la loro funzione rispetto al territorio ed al ruolo svolto, non solo in chiave santuariale, ma anche difensivo, aggregativo e commerciale.

 

         Un approfondimento è dedicato ad uno di questi santuari, ubicato in località Ancarano di Norcia, da Dorica Manconi e Cinzia Cardinali che analizzano lo scavo e le classi di materiali, presentate in modo sintetico ed esaustivo con i rimandi ai reperti presenti nel catalogo.

 

         La sfera sacrale è completata dallo studio sui culti attestati nel distretto nursino, in particolar modo quello di Ercole, in cui Alessandra Romagnoli e Luca Tripaldi presentano diverse tipologie di materiali, ceramiche e bronzi, e soprattutto offrono nuove letture di documenti epigrafici già editi.

 

         La sezione più specificamente dedicata a Nursia si apre con l’approfondita analisi della necropoli. Liliana Costamagna offre un’accurata sintesi con la storia degli studi sugli scavi della necropoli dall’800 sino al 2011; sulle tipologie delle evidenze funerarie; le fasi cronologiche, dall’età arcaica sino a quella imperiale di III sec. d.C. Estremamente utili e immediate le tavole in cui sono schematizzate le forme con l’indicazione della funzione ed il legame con la tradizione o il loro carattere di innovazione.

 

         Seguono approfondimenti su particolari categorie di reperti: la stessa autrice si sofferma sui letti funebri riassumendo le conoscenze in nostro possesso, con una bibliografia aggiornata, e offrendo interessanti considerazioni sulla questione dibattuta riguardo ai luoghi di produzione di tali oggetti, ed anche la commercializzazione ed il repertorio iconografico presente. Matelda Albanesi presenta invece lo studio sulla ceramica figurata, sottoponendo l’attenzione su oggetti particolari che costituiscono un trat d’union  per una considerazione generale sul quadro della presenza di produzioni dell’Etruria meridionale e dell’area falisca.

 

         Classe ceramica quantitativamente più attesta è la ceramica a vernice nera che Maria Angela Turchetti, scegliendo un taglio di presentazione del materiale per fasi, studia scrupolosamente fornendo sempre riferimenti ai contesti di rinvenimento ed ai ritrovamenti numismatici; il lavoro sarebbe stato perfetto se fosse stato corredato da una tabella riassuntiva sia delle forme sia delle produzioni attestate. Infine, rinvenimenti numismatici effettuati nel territorio nursino consentono a Samuele Ranucci di affrontare la circolazione monetale tra il periodo medio-repubblicano, quando venne introdotto l’uso della moneta nella regione, sino al tardo I sec. d.C., epoca degli imperatori della dinasta flavia, legati al territorio in esame.

 

         Dopo l’analisi della necropoli e delle diverse classi di materiali si affronta la questione del centro urbano. Simone Sisani e Paolo Camerieri si soffermano sulla topografia dell’abitato, definendone alcuni aspetti caratterizzanti, come la cinta muraria, l’impianto urbano e l’area suburbana con il forum pecuarium. Sisani riprende poi la questione amministrativa legata all’assetto istituzionale dell’abitato, già accennato nel lavoro di sintesi storica iniziale, commentando approfonditamente i documenti epigrafici che consentono di documentare il passaggio da praefectura a municipium.

 

         Infine, Filippo Coarelli puntualizza alcuni aspetti prosopografici di due gentes nursine: i Sertorii ed i Vespasii famiglia materna di Vespasiano, per il cui bi-millenario era stato ideato il volume.

 

         Nella seconda parte del libro c’è il catalogo, suddiviso per grandi temi che rispettano i temi affrontati nella prima parte, ovvero la viabilità ed il territorio, i santuari, le necropoli e la città con le sue istituzioni e le informazioni relative alla società.

 

         Sono presenti sia schede materiali sia schede più ampie con la presentazioni di scavi e luoghi di provenienza dei reperti, ed in entrambi i casi si nota la chiarezza espositiva e la completezza delle informazioni e dei dati. Infine segue la bibliografia e le tavole fuori testo.

 

         Questo lavoro offre quindi un esempio di come i ritardi, legati alle più svariate questioni, possano a volte giocare a favore rendendo così, quello che doveva essere un catalogo accessorio alla mostra, un testo rilevante ed basilare per la ricostruzione storica di un territorio attraverso una metodologia di studio da tenere ad esempio.

 

 

Sommario
 
 
Da Curio Dentato a Vespasio Pollione: conquista e romanizzazione
del distretto nursino, Simone Sisani (pp. 9-16).
 
Dinamiche insediative tra Umbria e Sabina in età preromana, Liliana Costamagna (pp. 17-20).
 
La viabilità, Liliana Costamagna, Luca Tripaldi (pp. 21-24).
 
La centuriazione dell’ager Nursinus, Paolo Camerieri (pp. 25-34).
 
Il paesaggio del sacro tra continuità e trasformazione, Alexandra Stalinski (pp. 35-38).
 
I santuari del distretto nursino durante l’età repubblicana. Alessandra Romagnoli (pp. 29-44).
 
Il santuario di Ancarano Dorica Manconi, Cinzia Cardinali (pp.45-50).
 
I culti del distretto nursino, Alessandra Romagnoli, Luca Tripaldi v51-58).
 
La necropoli di Nursia, Liliana Costamagna (pp.59-76).
 
I letti funebri, Liliana Costamagna (pp.77-80).
 
La ceramica figurata, Matelda Albanesi (pp. 81-84).
 
La ceramica a vernice nera, Maria Angela Turchetti (pp.85-94).
 
La circolazione monetale nella Sabina nursina, Samuele Ranucci (pp.95-102).
 
Nursia: topografia del centro urbano, Simone Sisani, Paolo Camerieri (pp.103-112).
 
Le strutture istituzionali: dalla praefectura al municipium, Simone Sisani (pp.113-116).
 
Due gentes nursine: i Sertorii e i Vespasii, Filippo Coarelli (pp.117-121).
 
Catalogo. La viabilità e il territorio ((pp. 123-125) .
 
I santuari. Il santuario di Forma Cavaliera
(pp.126-131).
 
Il santuario di Monte Aspra (p.132).
 
Il santuario di Monte Moro (p. 132).
 
Il santuario di Ancarano (pp.133-137).

Materiali sporadici (pp. 149-152).
 
Le necropoli. Le tombe (pp. 154-163).
 
I letti funebri (pp. 164-170).
 
I graffiti su ceramica (pp. 171-173).
 
Le monete (pp.174-179).
 
Le istituzioni e la società (pp. 180-182).
 
Apparati.

Bibliografia (pp. 183-194).