Frommel, Sabine - Leuschner, Eckhard (a cura di): Incisioni di architettura e di ornamento all’inizio dell’era moderna: processi di migrazione in Europa, 16,5 x 24 cm., pbk., 296pp., 380 b&w illus., ISBN: 9788898229710, € 34
(Campisano editore, Roma 2016)
 
Compte rendu par Paolo Sanvito, Università degli Studi di Napoli Federico II
(Paolo.sanvito@unina.it)

 
Nombre de mots : 2692 mots
Publié en ligne le 2017-11-15
Citation: Histara les comptes rendus (ISSN 2100-0700).
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          Un agile catalogo di mostra, facilmente maneggevole nell’edizione italiana, mentre quella multilingue è uscita un anno prima, è allo stesso tempo una preziosa raccolta di saggi scientifici sul tema della grafica a stampa di tema architettonico: il valido volume di Eckhard Leuschner e Sabine Frommel sulle Incisioni di architettura potrebbe avere presto un uso manualistico-didattico, data l’impostazione scelta per la sua concezione e redazione.

 

        Gli scopi del catalogo sono duplici, come si apprende dall’introduzione: innanzitutto esso offre la meritevole presentazione di due collezioni di libri illustrati e di grafica a stampa prodotti nell’età moderna nel contesto tematico dell’architettura e dell’ornamento, attualmente disponibili nella Forschungsbibliothek di Gotha (Turingia) e contemporaneamente della biblioteca universitaria di Erfurt (poco distante). Si trattava di un desideratum delle conoscenze, che andava colmato al più presto.

 

          I curatori e il loro vasto team internazionale, tra cui si trovano molte nuove e giovani leve, si sono proccupati innanzitutto dell’elaborazione ed analisi scientifica delle pregevoli incisioni, in moltissime schede di catalogo (prima sezione del volume) finora mai redatte presso le istituzioni responsabili. In secondo luogo, l’opera ha per scopo l’analisi dei ramificati fenomeni di transfer, o come spiegano Frommel/Leuschner piuttosto della migrazione artistica, dell’ esportazione di modelli artistici attraverso tutto il continente europeo. Questa impostazione intride tutto l’ampio apparato di commento scientifico alle opere, accompagnato anche da ulteriori illustrazioni. Nella seconda sezione del libro, esperti internazionali sono stati invitati a contribuire all’interpretazione delle logiche a cui si sottoposero i citati fenomeni di trasmissione. Non ancora tutto è stato spiegato dell’ampio spettro dei „meccanismi“ della migrazione di architettura e ornamento tra il 1500 e il 1800. Come sottolineano i curatori, molte attuali impostazioni metodologiche fondate sull’antropologia, sulla cultura materiale o su altri metodi storici travisano il funzionamento della trasmissione artistica, che spesso si svolge su binari specifici. Ciò che infatti viene trasmesso è spesso solo il gusto, ovvero qualche cosa di non materialmente trasportabile, ma che può essere riprodotto o indotto. Per questo la trasmissione artistica è spesso legata allo spostamento di intere esistenze, alla svolta o a numerose svolte nelle vite degli artisti appunto migranti.

 

         I modi di ricezione di concetti estetici estranei ad una determinata cerchia culturale possono notoriamente assumere forme a volte del tutto singolari: come per esempio nel caso della ripresa da parte di Rudolf Wyssenbach di motivi da Androuet Du Cerceau, uno „des plus grands architectes“ citando un noto titolo di Jean Guillaume, che meriterebbe una intensificazione degli studi su di lui, non solo in Francia. Si rammentino qui gli studi palladianisti di Manfredo Tafuri, che fin dagli anni '60 hanno saputo sottolineare il ruolo fondamentale avuto da Du Cerceau in tutta l’architettura europea e proprio, tra l’altro, in quanto grande mediatore e „traduttore“. Proprio di recente non a caso il tema della traduzione in ambito trattatistico è stato sottolineato da un workshop curato da Christina Stunck a Norimberga, dei cui lavori si attendono i risultati. Nel saggio introduttivo di Frommel/Leuschner, quest’ultimo è affidabile studioso attivo da docente in numerose università, il transfer o piuttosto la migrazione da Parigi in tutta la Germania anche ad est dell’Elba, fino a Güstrow (! nel lontano Meclemburgo) della teoria e della prassi di un celebre Francese, Charles Ph. Dieussart (†1696) viene considerata come caso esemplare, particolarmente produttivo. Dieussart fruì come teorico di un’altissima stima in tutta la Germania, dalla Franconia, già centro del Rinascimento tedesco, all’estremo Nord.

 

         Nel libro fioccano i casi studio caratteristici specialmente per il fenomeno della migrazione dei motivi, a volte da denominare ormai con termine tedesco ma appropriatamente Leitmotiv. Il confronto di rappresentazioni grafiche di progetti rientra nella vera essenza dell’architettura e del suo studio, e tale acquisizione non è - ovviamente - intesa come novità, bensì ampiamente accolta dall’ambiente degli studi, forse platealmente sdoganata una volta per tutte da un altro classico degli studi, il meritevole volume miscellaneo di Vaughan Hart e Peter Hicks, Paper Palaces: l’architettura di carta, o Papierarchitektur, potrebbe ben essere ormai considerata un genere specifico.

 

         Proprio dall’esistenza di questo genere molto particolare, ma non per questo culturalmente di minore impatto, si sviluppò la tecnica del confronto di opere architettoniche tra loro. Il reimpiego di lastre di incisioni per la stampa è poi fenomeno collaterale, ad essa imparentato, ma specialmente rilevante sul piano economico - a causa della maggior diffusione grazie ad esso raggiunta, ma a parità di costi. Forse oggi solo il palladianista sa che le incisioni del trattato di Palladio nella traduzione in Francia per opera di Roland Fréart de Chambray si mantennero originarie e che solo il testo venne riveduto e stampato in edizione aggiornata, conseguente all’opera di traduzione. Tale libro, che io definirei un manuale, tradotto in una lingua più corrente dell’italiano in Europa così si assicurava una diffusione capillare, che ci spiega anche una interessante parte della vicenda evolutiva delle accademie internazionalmente (non solo in Italia esse lo useranno, come dimostrano i cataloghi delle loro biblioteche), e dei loro programmi di studio. Un altro caso di trasmissione e trasformazione palladiana - ugualmente rilevante - è che le xilografie di Palladio venissero sostituite nella traduzione inglese di Giacomo Leoni 1716 da incisioni in rame. Non è un caso che la maggioranza dei testi considerati nel catalogo assumessero la funzione di libri di testo, per la formazione degli architetti e degli artisti.

 

         Significativo è anche il percorso di trasmissione dell’opera di Pietro Ferrerio Palazzi di Roma attraverso Johann Jacob Sandrart, Palatiorum romanorum, pubblicato a Norimberga nel 1694, attraverso l’uso di un frontespizio parigino, di Abraham Bosse. Norimberga, città di origine anche dello Sturm, emerge come luogo fondamentale di scambio di idee e di materiali di studio e loro emporio, ed è anche il luogo della traduzione tedesca di Palladio (e più tardi perfino di quella di Scamozzi!) legata allo stesso citato Sandrart, come risulta dal frontespizio.

 

         Una riflessione viene sottoposta con urgenza al pubblico sia degli addetti ai lavori, sia degli storici in generale. Si profila sempre più, ma viene troppo spesso ignorata, un’opposizione concettuale tra l’idea di transfer e quella di migrazione nell’ambito delle arti, analizzata, come su accennato, da Leuschner: nel secondo fenomeno è intrinseca una minore intenzionalità e finalità, una minore vettorialità, poiché si tratta piuttosto del superamento di una distanza materiale tra luogo di origine e luogo di commissione - dove approda l’artista o dove vengono acquisite le sue opere, senza a volte neppure che egli stesso si muova fisicamente. L’imitazione a distanza attraverso copie di grafica a stampa o stampe e il riutilizzo di lastre è tema centrale della presente pubblicazione, in quanto istituzionalmente legata a due biblioteche storiche in Germania.

 

         Un indice delle schede di catalogo e degli autori avrebbe aiutato la consultazione, specialmente degli addetti ai lavori, e tra l’altro per i suddetti scopi didattici a cui si presta molto bene questo volume miscellaneo, di estrema utilità da questo punto di vista, anche per corsi accademici dato il suo evidente radicamento e la sua stessa concezione in corsi di studio universitari.

 

         In conclusione, oltre agli addentellati con la metodologia didattica dell’architettura, con l’uso genealogico delle stampe paradigmaticamente applicato nelle schede, un volume degno di plurima attenzione. Il confronto con la grafica a stampa costituisce soprattutto una forma di ricostruzione del discorso intellettuale intrattenuto dagli artisti, così come anche di una pratica influenzata, anzi, di più: determinata da fattori tecnici sociali ed economici, fondamentali nella riflessione storica.

 

 

SOMMARIO



Architettura su carta: Dinamismi e modalità della migrazione di prototipi e motivi attraverso la grafica a stampa nel contesto europeo, Eckhard Leuschner e Sabine Frommel, 9

Il patrimonio delle biblioteche di Gotha ed Erfurt, Wolfgang Runschke, 37

 

 

CATALOGO:

 

- Cat. 1. Artista sconosciuto - L’Uomo vitruviano, 42

- Cat. 2. Jacques Prévost (attivo tra gli anni Venti e Ottanta del Cinquecento) - Due telamoni, 45

- Cat. 3. Artista sconosciuto - Profilo sagomato di modanatura e di testa, 48

- Cat. 4. Pieter Coecke van Aelst (1502-1650) - L’ordine corinzio: capitello, diametro della colonna e della base, 51

- Cat. 5. Artista non identificato - Antiporta, 54

- Cat. 6. Pieter Coecke van Aelst (1502-1550) - Antiporta, 57

- Cat. 7. Johann Krüger (attivo negli anni Sessanta del Cinquecento) da Sebastiano Serlio (1475-1554) - Scena Comica, 60

- Cat. 8. Cornelis Bos (1510 ca.-1556) - Grottesca con volute e cartigli, 63

- Cat. 9. Incisore non identificato - Arco o portale d’ingresso, 66

- Cat. 10. Giovanni Battista de’ Cavalieri (c. 1525-1601) - Facciata nord della Santa Casa di Loreto, 69

- Cat. 11. Mario Cartaro (attivo negli anni Settanta e Ottanta del Cinquecento) da Jacopo Barozzi da Vignola (1507-1573) - Progetto per la facciata de Il Gesù di Roma (prospetto e pianta), 72

- Cat. 12. Jacques Androuet du Cerceau (1510/20-1585/86) - La tribuna dei musicisti nella Grande Salle del Louvre, 75

- Cat. 13. Hans Vredeman de Vries (1527-1609) - Ordine corinzio, 78

- Cat. 14. Ambrogio Brambilla (attivo tra gli anni Settanta e Novanta del Cinquecento) da Etienne Dupérac (ca. 1535-1604) - Progettazione per San Pietro, veduta esterna da Sud, 81

- Cat. 15. Cesare Domenichi (attivo nel tardo Cinquecento) da Giacomo della Porta (1532-1602) - La Cappella Gregoriana nella nuova basilica di San Pietro, Roma: alzato e sezione trasversale, 84

- Cat. 16. Incisore non identificato - Capitello corinzio, 87

- Cat. 17. Incisore non identificato - Camino con il nome di Ranuccio Farnese, 90

- Cat. 18. Incisore non identificato - «Portale di Caprarola», 93

- Cat. 19. Natale Bonifacio (1537/38-1592) da Domenico Fontana (1543-1607) - La fontana dell’Acqua Felice a Roma, 96

- Cat. 20. Ambrogio Brambilla (attivo fra gli anni Settanta e Novanta del Cinquecento) - Monumento funebre di papa Adriano VI a Santa Maria dell’Anima, 99

- Cat. 21. Rudolf Wyssenbach (attivo verso il 1545-1560) - da Jacques Androuet du Cerceau (ca. 1510/20-1585/86) - Arco di trionfo con Ercole che uccide Anteo, 102

- Cat. 22. Jacopo Gherardi († 1594) exc. - «SEPTEM PRIMARIAE ROMANAE VRBIS ECCLESIAE», 105

- Cat. 23. Virgil Solis (1514-1562) attribuito - Le proporzioni del corpo umano, 108

- Cat. 24. Francesco Villamena (ca. 1565-1624) - «Scenografia del Palazzo di Caprarola», 111

- Cat. 25. Alò Giovannoli (ca. 1550-1618) - L’obelisco di Santa Maria Maggiore con il miracolo della neve, 114

- Cat. 26. Gottfried (Govert) van Schayck (attivo intorno agli anni Venti del Seicento) attr. - Giardino della Villa Medici a Roma, 117

- Cat. 27. Jacques Callot (1592-1635) da Antonio Tempesta (ca. 1555-1630) - Il Tempio di Salomone a Gerusalemme, 120

- Cat. 28. Valérien Regnart (doc. 1607-1650) attr. - Facciata di Santa Maria in Traspontina a Roma, 123

- Cat. 29. Nicolaes Ryckemans (attivo tra il 1616 e il 1626) - Facciata del palazzo Saluzzo-Adorno, 125

- Cat. 30. Jacob Custos (ca. 1600-dopo il 1643) da Joseph Furttenbach (1591-1667) - Scena italiana per commedia, 129

- Cat. 31. Matthäus Rembold (1629-1657) da Johann Jakob Campanus (attivo fra il 1620 e il 1640 ca.) da Joseph Furttenbach (1591-1667) - Tre intelaiature di portali, 132

- Cat. 32. Camillo Cungi († 1649) da Filippo Gagliardi († 1659) - Protezione invernale temporanea di una spalliera per agrumi - Cat. 33. Incisore non identificato - Antiporta, 135

- Cat. 34. Dominique Barrière (ca. 1622-1678) - La Fontana dei Pastori nella Villa Aldobrandini di Frascati, 141

- Cat. 35. Georges Tournier (attivo dagli anni Cinquanta fino agli anni Ottanta del Seicento) da Charles Errard (ca. 1601-1689) - L’invenzione del capitello corinzio, 144

- Cat. 36. Israël Silvestre (1621-1691) - Frontespizio, 147

- Cat. 37. Hubertus Quellinus (1619-1688) da Jacob van Campen (1595-1657) e Jacob Vennekool (1632-1672) - «De Galdery uyt de Groote Sael siende ten Noorden» (La galleria vista dalla sala grande in direzione Nord), 150

- Cat. 38. Jean Lepautre (1618-1682) - «Arc de Triomphe eslevé au bout du pont nostre dame», 153

- Cat. 39. Gérard Scotin (1643-1715) da Sébastien Leclerc (1637-1714) - Frontespizio, 156

- Cat. 40. Jean Lepautre (1618-1682) - Interno della Grotta di Versailles, 159

- Cat. 41. Sigmund Gabriel Hipschmann (1639-1683) - Antiporta, 162

- Cat. 42. Sébastien Leclerc (1637-1714) da Jacques Bailly (1629-1679) - Incisione su rame come antiporta, 165

- Cat. 43. Incisore non identificato da Jean Lepautre (1618-1682) - Frontespizio, 168

- Cat. 44. Gilles de La Boissiere (?- ?) - Frontespizio, 171

- Cat. 45. Sebastien Leclerc (1637-1714) - Le proporzioni dell’uomo, 174

- Cat. 46. Johann Jakob von Sandrart (1655-1698) exc. - Il Gesù di Roma: Facciata e prospettiva interna, 177

- Cat. 47. Jérôme David (1590/1600-dopo il 1663) da Giovanni Battista Montano (1534-1621) - Ordine corinzio: base, capitello e trabeazione, 180

- Cat. 48. Jérôme David (1590/1600-dopo il 1663) da Francesco Villamena (ca. 1565-1624) - Ritratto di Giovanni Battista Montano, 183

- Cat. 49. Giovanni Battista Falda (1643-1678) - Stanza dei Venti nella Villa Aldobrandini di Frascati, 186

- Cat. 50. Vincenzo Mariotti (1650-1734) da Andrea Pozzo (1642-1709) - Capitello corinzio in scorcio prospettico, 189

- Cat. 51. Johann Christoph Böcklin (1657-1709) nach Leonhard Christoph Sturm (1669-1719) - Frontespizio, 192

- Cat. 52. Alessandro Specchi (1668-1729) da Carlo Fontana (1638-1714) - Sezione della cupola di San Pietro, 195

- Cat. 53. Johann Georg Lange (attivo alla fine del Seicento) attr. - Cortile di Palazzo Farnese e sezione delle logge, 198

- Cat. 54. Karl Remshard (1678-1735) da Pietro Aquila (1630 ca.-1692) - Sezione di una parete di Palazzo Farnese, 201

- Cat. 55. Johann Christoph Böcklin (1657-1709) attr. da Leonhard Christoph Sturm (1669-1719) - Due portoni e due porte, 204

- Cat. 56. Philipp Heinrich Kleinschmidt (date ignote) da Paul Decker (1677-1713) - Elevazione di una grande sala sul lato della camera, 207

- Cat. 57. Pieter Sluiter (1675-1713 ca.) da Jan Goeree (1670-1731) - Il Pantheon antico e moderno, 210

- Cat. 58. Pierre Lepautre (1652-1716) - «Coupe de l’intérieur de la chapelle du château royal de Versailles», 213

- Cat. 59. Johann Melchior Kraus (attivo all’inizio del Settecento) da Alessandro Specchi (1666-1729) - «Schnecken Stiege ihre Spaltung» (Sezione di una scala a chiocciola), 216

- Cat. 60. Elias Nessenthaler (1664-1714) da Johann Indau († 1690) - Pala d’altare con Maria Ausiliatrice, 219

- Cat. 61. Bernardo Sansone Sgrilli (?-1755) e Theodor Verkruys (1680 ca.-1739) da Ferdinando Ruggieri (1687-1741) e Giovanni Casini (1689-1748) - Frontespizio, 222

- Cat. 62. Benjamin Kenckel (1681-dopo il 1717) da Johann Bernhard Fischer von Erlach (1656-1723) - Due moschee, 225

- Cat. 63. Bernard Picart (1673-1733) e bottega - Villa La Rotonda di Palladio, 228

- Cat. 64. Giuseppe Vasi (1710-1782) da Francesco Rostagni (attivo nella metà del Settecento) - «Modo tenuto dal Cavaliere Domenico Fontana nel trasportare l’Obelisco Vaticano, ed altre moli, quale si da nuovamente alla luce, come da esso fu descritto», 231

- Cat. 65. Jean Marot (1619-1679) - «Elevation du dehors de la sépulture des Rois des Valois à St.Denis» e «Profil de dedans de la sepulture des Rois de Valois à St. Denis», 235

- Cat. 66. Pierre Lepautre (1648-1716) - «Chapiteau et entablement ?corinthien», 237

- Cat. 67. Antoine Basset (?-?) da Emmanuel Héré (1705-1763) - Arco di trionfo usato come Porte Royale tra le due città di Nancy, 240

- Cat. 68. Giovanni Battista Piranesi (1720-1778) - Antiporta, 243

- Cat. 69. Carlo Nolli (1724-1770/75) da Luigi Vanvitelli (1700-1773) - Pianta, sezione longitudinale e due sezioni trasversali della cappella reale nella Reggia di Caserta, 246

- Cat. 70. Jean-François de Neufforge (1714-1791) - «Plan et Elevation de l’ordonnance d’un grand portail d’Eglise composé d’un grand ordre Corinthien contenant trois sortes d’entrecolonnements [...]», 249

- Cat. 71. Incisore sconosciuto da Robert Morris (1701-1754) - Antiporta, 252

- Cat. 72. Cristoforo Dall’Acqua (1734-1787) da Francesco Zucchi (1692-1764) - Scenae frons del Teatro Olimpico di Vicenza, 255

- Cat. 73. Michel (?) Loyer (?-?) - Profilo della porta Farnese presso l’Arco di Tito a Roma, 258

- Cat. 74. Gabriel-Pierre-Martin Dumont (1720-1791) - «Parallèle de Monuments sur une même Echelle», 261

- Cat. 75. Pierre Patte (1723-1812) - Decorazione di una delle fontane della place royale di Nancy, 264

- Cat. 76. Pierre Patte (1723-1814) - Finestra del primo piano della corte del Vecchio Louvre, 267

- Cat. 77. Johann August Heine (1769-1831) - «Ein Gartengebäude im gotischen Geschmack» (Un padiglione da giardino di gusto gotico), 270

- Cat. 78. Pierre-Nicolas Ransonnette (1745-1810) da Christian Ludwig Stieglitz (1756-1836) - Padiglione di ordine ionico, 273

- Cat. 79. Pierre-Nicolas Ransonnette (1745-1810) da Jean-Charles Krafft (1764-1833) - La Maison Montmorency di Claude-Nicolas Le Doux, 276

- Cat. 80. Charles Percier (1764-1838) e Pierre Fontaine (1762-1853) - Arredo d’interno – APPARATI - Indice dei nomi - Referenze fotografiche, 279